Da un po’ di anni sto veramente in pace con me stesso e mi sento, credo conseguentemente, sempre più in sintonia con il Creato.
È stato per me un lungo percorso, ma infine mi sono riconciliato con la mia natura, non solo, ma anche con la natura delle cose, del mondo che mi sta intorno, con le persone e i loro sentimenti, le loro fragilità, le loro ombre, così come con le mie fragilità e le mie ombre.
Ho capito che questa è la vita. Che va accettata così com’è, col vento e la tempesta. Solo così possiamo godere del sole. L’alternanza è la sua vitale caratteristica. Questa vita ci è data così e dobbiamo esserle grati di questo miracoloso dono, che però può anche non apparire tale perché questo dono ha una preziosità che dipende anche da noi, soprattutto da noi.
Fin che non capiremo cosa dobbiamo rincorrere, la vita è fatta d’incomprensibili illusioni e false chimere. Raggiunto un traguardo, spesso aneliamo ad un altro rincorrendo all’infinito quel futuro ove proiettare la nostra felicità, senza mai raggiungerla. E io così come tanti, per tanto, per troppo …
Ma il tempo è galantuomo!… Credo per tutti gli ansiosi. Oscar Wilde disse “… siamo tutti nel rigagnolo ma alcuni di noi fissano le stelle!” Perché queste persone non si accontentano di come sono, nasce in loro il desiderio, pur inconsapevole, di un qualcosa di diverso, di più alto, è il desiderio della nostra vera intima identità che vuole esprimersi, realizzarsi. E per indurre quel cambiamento necessario il nostro vero io, “il sé”, ci invia un forte segnale, un malessere interiore, un malcontento, un disagio… che dobbiamo imparare a conoscere, l’ansia!
Viene quindi per indurci a fermarci e invitarci a scrutare il nostro intimo, a introspettarci nel profondo… capire il suo messaggio che proprio dal profondo arriva per farci vivere la nostra verità.
E’ grazie a questa nostra risorsa che noi troviamo la nostra strada, la strada del cuore! Possono essere tante le strade, ognuno la sua per il proprio cambiamento, ma tutte confluiscono poi in quella che ti porta al traguardo. Fuori di metafora diciamo allora cos’è alla fine che risolve: l’accettazione completa, senza remore, di tutto. Un’accettazione intesa come generoso abbraccio… di tutti i sentimenti, le fragilità, le ombre, sia di sé che degli altri, del mondo intero.
Questo sperimentare il vero Amore ci porta a raggiungere la serenità, la soddisfazione e, … sì, possiamo chiamarla anche felicità quell’emozione intima calda e rassicurante che ci fa sentire giusti.

Pierluigi B.