Se ascoltate su Youtube quel suono inquietante della risonanza magnetica, potete avere un’idea di cosa si prova infilati in quel cilindro opprimente.
Io voglio ora condividere con voi quest’esperienza che molti ansiosi vogliono evitare.
Ho avuto il “privilegio” di ascoltare quel suono per 40 minuti e vi assicuro che soprattutto i primi sono stati tosti anche perché la mia testa mi diceva di scappare… la mia ansia bussava forte, ridondante… e la paura non mi abbandonava.
Allora mi son detta RESTA… come si dice ai cagnolini in addestramento e piano piano quel rumore fastidioso è diventato un rumore familiare e non mi faceva più paura… riconoscendolo mi sono sentita meglio … quasi coccolata da quel suono. Poi mi si è accesa una lampadina e ho riconosciuto in quel suono impossibile, in quella trappola senza via di fuga quello che vivo ogni giorno… le sensazioni che mi provoca questa mia cara ansia: ecco mi sento così, trasportata da quel rumore forte che suona dentro di me, incapace di spegnerlo, abbandonata, totalmente remissiva, incapace di reagire.
Mi sono resa conto di aver fatto con quel suono impossibile quello che ho imparato a fare con la mia ansia: accettarlo!
L’ho imparato con la Lidap.
In me ora qualcosa sta cambiando, la strada è ancora tanta e in salita ma non sono più sola. Avevo avuto la fortuna di leggere la locandina di questa associazione al Pronto Soccorso dell’ospedale Mauriziano e dopo averci pensato 200 volte ho chiamato.
Ho iniziato a frequentare il gruppo appanicata… dicendomi ogni volta “e mo che ci dico a questi che manco mi conoscono e chissà cosa pensano…” . Invece oggi posso dire d’aver trovato “casa”, anzi di più perché spesso in famiglia non veniamo compresi. E’ incredibile come il supporto del gruppo possa fungere da salvagente, il salvagente di cui abbiamo bisogno per prendere confidenza con l’acqua che tanto ci spaventa.

Tiziana L.