Capire l'ansia

L’ansia, una grande emozione da scoprire, conoscendola si imparano molte cose. Anche se quella patologica fa male, l’ansia ha tutta l’intenzione di fare del bene.

L’ansia comune

Che cos’è?
Il termine ansia deriva dalla parola latina “angere”, che significa stringere, ed è la comune risposta corporea ed emotiva che produciamo di fronte ad una situazione che valutiamo come potenzialmente minacciosa.

Quando si scatena?
Le situazioni che possono generare in noi ansia sono di tanti tipi diversi, ma si distinguono in due categorie differenti: di tipo reale (sostenere un colloquio lavorativo, prendere l’aereo, affrontare un esame importante ecc.), oppure figurata (la mancanza di tempo, la preoccupazione per il futuro, il desiderio di realizzazione personale ecc.)

Come si manifesta?
Quando l’ansia si presenta, scatena un ampio e variegato numero di risposte corporee (tachicardia, sensazione di soffocamento, irrigidimento, pressione al petto, nausea, ecc.) che generano a livello percettivo una sensazione generalizzata di “stato di allarme” nella persona.

Perchè proviamo ansia?
La normale funzione dell’ansia consiste nel predisporci a reagire efficacemente di fronte alle sfide della vita attraverso un’elevata attivazione del nostro corpo e della nostra mente al fine di non farci trovare impreparati quando ci troveremo a doverle affrontare. È insomma un’emozione che ci spinge nella giusta direzione, ed è quindi positiva.

ansia comune LIDAP Piemonte
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L’ansia che disturba: ascoltarla, riconoscerla

Quando l’ansia diviene patologica?
Quando l’ansia diviene una fonte di sofferenza, invece che una risposta funzionale, allora può prendere le forme di disturbo psicologico. L’ansia non è più una risposta adattiva di fronte alle sfide della vita, ma bensì un blocco davanti alle comuni richieste quotidiane. Quando la persona si sente ostacolata dall’ansia nel raggiungimento dei propri obiettivi, allora siamo in presenza di un disturbo d’ansia.

Quando si scatena l’ansia patologica?
L’ansia patologica si manifesta attraverso un’intensa attivazione corporea che può generarsi in presenza di una situazione concreta temuta (prendere un mezzo affollato, guidare in autostrada, recarsi a lavoro) oppure in seguito ad un pensiero profondamente negativo apparentemente in assenza di alcuna situazione minacciosa (paura di perdere il controllo, preoccupazione circa la propria salute, ecc. ).

Come si manifesta l’ansia patologica?
Scatena nella persona un’attivazione fisiologica eccessiva che genera spavento e rifiuto perché l’ansia patologica ha come caratteristica quella di essere una risposta corporea eccessiva di fronte a delle preoccupazioni di carattere comune. A seguito di questa risposta fisiologica forte, la persona mette in atto tutta una serie di comportamenti volti a gestirla, che però si rivelano essere in seguito proprio i responsabili del mantenimento del disturbo.

Perché l’ansia può divenire patologica?
Abbiamo detto che l’ansia è la giusta spinta ad andare nella giusta direzione, un’emozione amica. Lo è anche quando diventa patologica, è un segnale amico che vuole indurci al cambiamento, vitale per la nostra salute psichica, che ci chiede la nostra intima essenza per realizzarsi. E’ per farci capire l’importanza di questo cambiamento che ci invia segnali via via sempre più forti, fino all’attacco di panico, finché non riusciamo a decifrare il suo segnale. Per questo dobbiamo accoglierlo e interrogarlo.

I meccanismi che alimentano l’ansia

Siamo noi che l’alimentiamo quando vogliamo cercare di combatterla. Tutte le strategie che adoperiamo nel rifiuto di un segnale che dovremmo ascoltare, non fanno che alimentarla. Vediamo quali:Siamo noi che l’alimentiamo quando vogliamo cercare di combatterla. Tutte le strategie che adoperiamo nel rifiuto di un segnale che dovremmo ascoltare, non fanno che alimentarla. Vediamo quali:

  • Evitamento: evitare tutte quelle situazione che possono essere per noi una fonte di ansia (evitare di prendere un mezzo pubblico o privato, di camminare in luoghi affollati, di entrare in posti al chiuso ecc.)
  • Eccessive rassicurazioni: ricerca continua di rassicurazioni da parte degli altri circa le proprie preoccupazioni o continua richiesta di un loro supporto per affrontare le situazioni ansiose (ricercare sempre la presenza dell’altro, farsi accompagnare, non rimanere da soli ecc.)
  • Tentativi di controllare le proprie reazioni fisiche: imporsi di abbassare l’attivazione fisiologica ansiosa quando questa si presenta (eccessiva attenzione alle differenti manifestazioni corporee, continuo controllo dei parametri fisiologici ecc.)
meccanismi ansia LIDAP Piemonte
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Le differenti cause: perché proprio io?

Spesso ci si chiede come mai si arrivi a sviluppare un disturbo ansioso. Questo genera infatti domande quali:
Sono una persona ansiosa?
Perché gli altri non provano la mia stessa ansia?
Forse non sono normale?
La risposta in realtà si trova all’interno di più elementi presi in considerazione insieme:

  • INDIVIDUALITÀ: ognuno di noi affronta in modo differente le situazioni che per alcuni possono essere fonte di maggiore preoccupazione, per altri meno. Ogni persona processa differentemente le diverse informazioni che il contesto gli invia, e vive, a seconda delle proprie esperienze interne, in modo diverso le sfide che la vita gli pone.
  • CONTESTO: a seconda delle differenti richieste che il contesto ci pone, possiamo sentirci maggiormente, o meno, in uno stato di preoccupazione e ansia. Vivere un momento difficile, o dover affrontare delle grandi sfide, può portarci a vivere con più vulnerabilità dei momenti della nostra vita.
  • PREDISPOSIZIONE: è evidente che esistano delle predisposizioni biologiche che ci portano a essere le persone che siamo. Temperamento, carattere, personalità, sono tutti fattori che possono giocare un ruolo nel vivere le differenti situazioni con un diverso grado di preoccupazione.

Che cosa fare?: dai ascolto alla tua ansia

Diverse sono le possibili soluzioni per fare fronte a questa tipologia di disturbo, ma tutte partono da un punto comune: iniziare a dare ascolto alla propria ansia per conoscerla e capirla.
Quando l’ansia si presenta, è importante darle voce al fine di comprendere quale sia la lingua che parla così da iniziare con lei un dialogo che abbia come obiettivo quello di iniziare uno scambio comunicativo con il proprio disturbo. Cercare di sopprimere, evitare e rifiutare gli stati ansiosi alimenta risposte controfobiche intense che non portano ad una risoluzione del problema ma, anzi, lo alimentano e ingigantiscono fino ad arrivare a cronicizzarlo.
Per avviare questo processo comunicativo e di dialogo con la propria ansia ci si può avvalere di:

Gruppo di auto mutuo aiuto: i gruppi di auto mutuo aiuto si avvalgono dello strumento del gruppo per offrire un supporto concreto che si realizza attraverso la condivisione e il sostegno dei differenti membri del gruppo. Condivisione delle proprie esperienze e strategie di gestione offerte dai singoli individui, permettono infatti di generare una normalizzazione della manifestazione ansiosa e l’acquisizione di comportamenti adattivi nella gestione del disturbo.

 Supporto psicologico: un professionista può guidare nella scoperta e nella comprensione dei meccanismi con cui agisce l’ansia e nella loro gestione. Permette inoltre di aumentare la propria consapevolezza ed esplorare quelle che sono anche le vulnerabilità e sofferenze più interne della persona.

Tecniche di gestione: esistono differenti tecniche (mindfulness, training autogeno, immaginazione visiva) che possono permettere la costruzione di un rapporto continuo con i propri stati ansiosi e corporei.

cosa fare per combattere l'ansia